Cose da non dire a chi soffre d'ansia.

Chi non ha mai avuto a che fare con una persona particolarmente ansiosa?.... per motivi temporanei o per carattere certe persone soffrono d'ansia. E' importante saper meglio gestire la comunicazione quando si deve supportare un soggetto particolarmente ansioso.

COSA è meglio NON DIRE a persone ansiose?

 

L’ansia e il panico possono creare un intensa paura dalla quale non sempre è facile liberarsi. Lo psicologo Scott Bea spiega che, nonostante molte persone cerchino di dare consigli incoraggianti, l’assenza di comprensione a volte può portare ad effetti controproducenti.

Così molto consigli che diamo possono avere addirittura un effetto paradossale andando a peggiorare l’ansia.

 

 

Sempre Bea dice che l’ansia è come le sabbie mobili : più provi a scappare immediatamente dalla situazione, più sprofondi.

Allo stesso modo, tutti coloro che dicono ‘calmati’ per cercare di aiutare la persona a rilassarsi, rischiano di aumentare il senso di paura e di panico. Ci sono comunque diversi modi per essere supportivi !

 

Voglio presentarvi ora sette espressioni che sarebbe meglio non dire a chi soffre di ansia e commenti che possono invece essere di aiuto:

 

1) “NON CATASTROFIZZARE!"

La verità è che, ciò che noi consideriamo semplice potrebbe non esserlo affatto per l’altra persona. Mentre noi cerchiamo di essere ottimisti e positivi rispetto ad una situazione stressante potremmo rischiare di minimizzare ciò che per l’altro è molto importante e significativo.

Bea dice che dobbiamo sforzarci di entrare nella mente dell’altra persona, nel suo sistema di credenze e di valori, dobbiamo renderci conto che per chi è particolarmente ansioso ogni problema può diventare grande e insormontabile.

Piuttosto sarebbe più adeguato ricordargli come sono riusciti già in passato ad affrontare efficacemente situazioni simili di ansia e panico, ciò renderebbe giustizia alla loro sofferenza e potrebbe aiutarli ad andare oltre queste pesanti sensazioni che li opprimono.

 

2) "FALLO!"

Se una persona con ansia sta cercando di affrontare un momento di crisi, un approccio eccessivamente duro e diretto potrebbe avere l’effetto contrario. Ponendoci in questo modo la persona si metterà sulla difensiva, secondo Humphreys. Sono molto più empatiche frasi come: “è un terribile modo di sentirsi”, “mi dispiace che tu stia cosi male”, "sono qui con te".

 

3) "VEDRAI CHE ANDRA' TUTTO BENE"

Bea spiega che le persone che soffrono di ansia non sempre reagiranno ai nostri “consigli” come noi ci aspettiamo. Dire a qualcuno che sta affrontando una situazione particolarmente ansiogena che andrà tutto nel migliore dei modi non servirà a nulla perché spesso la persona è la prima a non crederci. Le rassicurazioni in questi casi anche se fatte a fin di bene possono essere un metodo inadeguato. Magari li fanno stare meglio per pochi secondi ma poi nella loro testa torna ad insinuarsi il dubbio e la preoccupazione.

 

4) "STAI TRANQUILLO"

Il grande problema dei disturbi d’ansia è che la persona molto spesso proprio non riesce a calmarsi. Quindi trovare un modo veloce per tranquillizzarsi – oltretutto sotto comando – se già non è cosa facile per noi diventa a maggior ragione più difficile per chi ha problemi legati all’ansia. Keith Humphreys, docente alla Stanford, sostiene che le parole non sono sempre il metodo adeguato: fare attività a volte è il metodo più produttivo per migliorare le cose. Alcune attività possono essere la meditazione per liberare la mente o molto più semplicemente della sana attività fisica, che non deve essere correre la maratona ma qualcosa di rilassante come una passeggiata.

Queste frasi fondate sull’empatia hanno l’effetto di calmare la persona perché non ha più la sensazione di dover combattere l’ansia, queste frasi fanno capire alla persona che non è sola, che ha accanto qualcuno che è in grado di capirla. Sempre Bea ci consiglia di restare sì incoraggianti e supportivi, senza però usare affermazioni troppo banali e generiche che non darebbero valore e significato alla situazione. A volte anche solo la volontà di accogliere la loro preoccupazione, invece di volerla combattere a tutti i costi, è l’unico modo per poterli aiutare a stare meglio.

 

5)"DISTRAITI ... PRENDITI UN DRINK"

Un cocktail potrebbe anche essere fonte di distrazione e calmare momentaneamente le ansie, tante persone infatti sono convinte che se una persona beve qualche bicchierino, questo sicuramente calmerà le sue preoccupazioni. In realtà questo potrebbe anche accadere nel breve termine ma a distanza di tempo un comportamento del genere potrebbe creare una forma di dipendenza e quindi diventare pericoloso perché l’uso continuo di queste sostanze potrebbe poi alimentare il malessere.

 

6) "TI CAPISCO ... ANCH'IO SONO MOLTO STRESSATO IN QUESTO PERIODO"

A volte si rischia di banalizzare la sofferenza dell’altra persona facendo paragoni e confronti. Se ti senti stressato o sotto pressione a causa dell’ansia, Humphreys ci avverte che, in certe occasioni, il cosiddetto “spirito di squadra” potrebbe avere effetti negativi e diventare controproducente. In realtà, due persone ansiose potrebbero alimentare l’un l’altra la propria ansia, è per questo motivo davvero importante non cadere nel tranello ovvero “non ossessionarsi a vicenda”.

Le ricerche ci dicono chiaramente che lo stress è un’emozione contagiosa.  Humphreys consiglia, con l’intento di favorire pensieri più positivi, di tentare di focalizzare di più l’attenzione sui contenuti e su quanto ci viene raccontato, piuttosto che vittimizzarsi a vicenda.

 

7) "SEI FORSE ARRABBIATO CON ME? ... HO SBAGLIATO QUALCOSA?"

Quando vediamo soffrire una persona a noi cara non è facile starle accanto e a volte possiamo avere l’impressione che le nostre parole o i nostri comportamenti le abbiano in qualche modo ferite. Humphreys ci spiega che dobbiamo sempre tenere a mente che l’ansia e le crisi di panico non hanno origine da piccoli dettagli o particolari bensì da situazioni molto delicate e complesse. È quindi fondamentale accettare che “non siamo dei super eroi” e non possiamo pretendere di avere il controllo sulle emozioni degli altri. Il rischio è che se siamo convinti di avere questo potere e tentiamo continuamente di “usarlo” per fare del bene alla persona che ci sta a cuore, finiremo col sentirci frustrati ed insoddisfatti e la persona che soffre potrebbe arrivare a sentirsi non capita o rifiutata.

Quindi teniamo bene a mente questo : “E’ importante non prendere l’ansia altrui come una cosa personale”.

 

Avete mai avuto a che fare con persone care in preda all’ansia? Vi siete mai sentiti inutili o impotenti nei loro confronti? Siete caduti in alcuni di questi tranelli?  Mi è capitato spesso di aiutare persone particolarmente ansiose, ci sono tecniche psicologiche molto utili per imparare a rilassarsi ed alleviare sintomi ansiosi nel giro di poche sedute.

 

Se volete avere qualche informazione potete contattarmi nella sezione CONTATTI. Il primo consulto è gratuito.

Grazie per la vostra lettura.